Traduzioni e AI: l’equilibrio perfetto tra tecnologia e tocco umano

Carolina Buglione, responsabile del servizio di Traduzioni e Interpretariato di Byron, coordina progetti complessi scegliendo i professionisti più adatti per ogni settore, incluso quello dell’arte, dove la sensibilità linguistica e culturale è imprescindibile.

Di recente, durante una telefonata, Carolina ha parlato con una delle nostre traduttrici storiche, una professionista esperta e appassionata nel campo artistico. Il motivo della chiamata? Un preventivo inviato a una casa editrice d’arte – conosciuta grazie alla mostra Caravaggio2025, in cui abbiamo curato i contenuti – non era stato accettato, in favore di un fornitore più economico.

“Dobbiamo essere realisti,” ha osservato Carolina. “Il nostro settore è messo alla prova: l’AI sta cambiando il panorama, e la qualità sembra contare meno del prezzo.”


Quando le è stato chiesto se si potesse integrare l’AI per velocizzare il lavoro, la traduttrice ha risposto:

“In questo campo non funziona così. Il linguaggio è complesso, c’è tanta ricerca da fare. Revisionare una traduzione automatica richiede lo stesso impegno di una traduzione da zero. Io amo questo lavoro e ci metto tutta me stessa.”

Questa testimonianza rafforza una convinzione che in Byron Tree portiamo avanti ogni giorno: la tecnologia è uno strumento utile, ma non può sostituire l’esperienza, la sensibilità e la responsabilità del lavoro umano.

AI e traduzioni: il ruolo insostituibile dell’intervento umano

Negli ultimi anni, l’AI ha rivoluzionato il processo traduttivo, offrendo traduzioni rapide e gestendo grandi volumi di contenuti. Tuttavia, per ambiti complessi – come l’arte, il diritto e la comunicazione strategica – il mero output della macchina non basta.

Il traduttore umano va oltre la semplice correzione grammaticale: interpreta contesti, sfumature e significati profondi, mantenendo intatto il tono e la personalità del testo originale. La revisione di una traduzione automatica richiede uno sforzo paragonabile alla creazione di una nuova traduzione, perché solo l’esperienza umana sa colmare le lacune lasciate dalla macchina.

La strategia ideale è un approccio ibrido: l’AI come supporto per attività ripetitive e il tocco umano per dirigere, controllare e perfezionare il processo traduttivo. In questo modo, si ottengono traduzioni rapide e di alta qualità, capaci di trasmettere l’anima e il significato profondo di ogni testo.

In Byron crediamo fermamente nel valore del lavoro umano. Nel settore artistico, giuridico, istituzionale e nella comunicazione strategica, le parole non sono semplici veicoli di contenuto: sono scelte, visioni e ponti che solo un essere umano può costruire davvero. In questi ambiti, il tocco umano non solo resiste, ma è indispensabile.

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Studiare all’estero: la lingua senza confini